Roberto Baggio è un calciatore che ha fatto la storia sui campi di tutta Europa, e ha ancore corso qualche rischio grosso in carriera.
Roberto Baggio è stato protagonista di quella che possiamo tranquillamente considerare una carriera di altissimo livello. Pallone d’oro e goleador oltre che assistman, l’ex fantasista italiano ha dato vita a un sacco di prestazioni veramente eccezionali e di altissimo livello.
Il calciatore in questione ha dimostrato di essere capace di fare la differenza praticamente in qualsiasi campo di calcio sul quale ha giocato effettivamente, che questo sia avvenuto in Italia o dall’altra parte del mondo.
Baggio però non è stato solo un grande campione, ma anche un uomo che è riuscito a rialzarsi da tante delusioni e amarezze che avrebbero potuto stanare chiunque. Non lui, però, che ha precisato di essere riuscito a migliorare notevolmente la sua vita, nonostante la miriade di infortuni subiti e le tante situazioni che lo avevano demoralizzato fino a un determinato momento.
Baggio, salvo grazie a questa scelta: di cosa si tratta
Il buddismo è una tradizione religiosa, filosofica e spiriturale che non adora un Dio creatore, ma che invece si concentra su un percorso di auto-trasformazione per superare la sofferenza, raggiungere il Nirvana – la pace interiore – e sviluppare saggezza e compassione. Un modo di vedere la vita che ha aiutato nel corso della storia molte persone a cambiare radicalmente la propria esistenza e che evidentemente ha fatto lo stesso con Roberto Baggio.

Il racconto di Roberto Baggio sul buddismo (www.talenticalciatori.it – X ExtremeFootball4)
Ai microfoni del podcast BTSM Basement, l’ex calciatore ha dichiarato chiaramente che questa scelta l’ha reso un uomo fondamentalmente migliore, visto e considerato il fatto che ha iniziato a giustificarsi di meno per le cose negative che gli accadevano nella propria vita e a lavorare di più su se stesso e sulle proprie difficoltà. Questo non ha portato soltanto a un effettivo cambiamento della sua persona, ma lo ha reso anche più consapevole e disabituato a creare alibi per la propria persona dinanzi alle difficoltà più grandi.
Come specificato da lui stesso, infatti, “stavo male, avevo difficoltà anche a relazionarmi con gli altri, perché mi sentivo una vittima. Confrontandomi con il buddismo ho capito che se qualcosa non funzionava dovevo cambiare qualcosa dentro la mia vita. Era più comodo dare la colpa agli altri di quello che stavo subendo. Dopo dieci giorni che praticavo era cambiata la mia condizione vitale”. Per Roberto Baggio, quindi, il buddismo è stato molto più di un alleato, tra infortuni e delusioni di ogni tipo; un vero e proprio compagno di viaggio dal quale non si separa neanche dopo tanti anni dal ritiro dal calcio professionistico.








