L’ex attaccante Bobo Vieri ha confessato qualcosa di incredibile sul suo passato. Ecco le parole del 52enne in merito a un episodio che lo ha visto come protagonista.
Nato a Bologna il 12 luglio del 1973, Bobo Vieri è uno degli attaccanti italiani più forti di tutti i tempi. Nel corso della sua carriera – seppure in momenti e durate diverse – ha vestito le maglie di tutti e tre gli storici club del nostro calcio, vale a dire quelle di Juventus, Inter e Milan. Fra le altre squadre, poi, lo si ricorda anche all’Atalanta, alla Lazio, all’Atletico Madrid e al Monaco.
Una carriera contraddistinta, quindi, da parecchie squadre cambiate, ma con una sola costante: fare gol in tutti i modi. Bobo Vieri è il bomber per eccellenza del calcio a cavallo fra gli anni Novanta e i primi anni Duemila. L’attaccante ha vestito anche per 49 volte la maglia della nazionale, mettendo a segno 23 gol e partecipando ai Mondiali del 1998 e del 2002. Con 9 gol all’attivo nelle fasi finali, è il miglior realizzatore dell’Italia, al pari di Paolo Rossi e di Roberto Baggio.
Nelle ultime ore Bobo Vieri è tornato sul suo passato, raccontando parecchi aneddoti sulla sua carriera. In particolare, un episodio lo ha fatto piangere per parecchi giorni consecutivi. Ecco tutto quello che ha raccontato l’ex attaccante di Juve, Inter e nazionale italiana.
Bobo Vieri si racconta: l’incredibile confessione sul suo passato
Nel corso del nuovo episodio di Legends Road, disponibile sull’app di Dazn, Bobo Vieri si è lasciato andare ai ricordi sul suo passato e a ciò che lo ha reso triste in un determinato momento della sua carriera. L’ex attaccante di Inter e nazionale ha confessato qualcosa di pazzesco. Ecco le sue parole.

La confessione di Bobo Vieri: l’aneddoto sul suo passato – www.talenticalciatori.it (Instagram Bobo Vieri)
Il ricordo di Vieri sui suoi sogni da bambino e sui momenti più duri della carriera: “Quando ero un bambino e vivevo in Australia, a Sydney, avevo due sogni: giocare in Serie A e in Nazionale. Quando ci sono riuscito, tutti i giorni erano belli perché andavo al campo ad allenarmi. Le sconfitte più brutte della carriera? Vincere e perdere fa parte del gioco. Ho perso la finale di Champions con la Juve e ho pianto tre settimane“.
E ancora: “Dove ho sofferto davvero è quando mi sono fatto male al ginocchio e non sono andato al terzo Mondiale. Lì ho sofferto tanto perché era giusto che ci fossi anch’io. Ero andato a Monaco apposta per giocare“.








